L’onicotecnica perfetta…parte 2!

Se stai leggendo questo nuovo articolo vuol dire che hai apprezzato i consigli sull’igiene e sulla pulizia che ho suggerito di adottare la scorsa volta. Questo sicuramente mi gratifica ma ciò che più mi rincuora è che sei sempre più determinata a diventare un’onicotecnica perfetta.

Vediamo quindi il secondo punto su cui si deve concentrare l’onicotecnica che vuole differenziarsi da tutte le altre .

Analizzando il metodo di lavoro di quelle che erano considerate le master trainer quando ho iniziato a specializzarmi in questo settore e, soprattutto, osservando la realtà “nail” americana durante un viaggio a New York ho capito che il risultato finale di un trattamento è dato in gran parte dal prodotto che queste professioniste sceglievano di utilizzare.

Ho frequentato, soprattutto a New York, saloni di estetica spettacolari e rinomati in tutta la città dove lavorano estetiste preparatissime che però non riuscivano a dimostrare in pieno il loro talento perché limitate da prodotti mediocri.

Un risultato impeccabile è quindi dato da una tecnica efficace unita ad un prodotto di qualità.

Come riconoscere quindi se il prodotto che avete scelto è davvero un buon prodotto?

Innanzitutto occhio agli ingredienti: è in vigore da diversi anni una normativa europea sulla cosmetica per cui tutti i cosmetici prodotti all’interno dell’Unione Europea devono essere registrati e non possono contenere materiali  dannosi per la salute come toluene, formaldeide, canfora o DBP.

Molti di questi materiali sono solventi che rendono il prodotto sicuramente meno costoso ma che sono anche fortemente cancerogeni. Se ti è mai capitato di avvertire un forte mal di testa dopo aver usato uno smalto o un solvente in un ambiente chiuso vuol dire che probabilmente quei prodotti non erano in linea con la normativa europea sopracitata. Usare prodotti di questo tipo vuol dire sicuramente risparmiare ma anche danneggiare la salute vostra, delle vostre clienti e la vostra figura professionale.

Per quanto riguarda i semipermanenti o i gel colour accertatevi che non contengano nichel nell’INCI per evitare una possibile reazione allergica che potrebbe verificarsi in soggetti particolarmente sensibili.

Se la vostra prerogativa è la professionalità cercate anche di evitare i colori termici o fluo. Sebbene molto richiesti questi colori rovinano l’unghia naturale e non sono indicati per uso cosmetico.

Una volta che avete individuato un prodotto in linea con questi principi vi resta solo che provarlo.

Per poter dare un giudizio oggettivo concedetevi del tempo. Verificate la durata del colore , controllate se un gel di struttura tende ad ingiallirsi dopo poche settimane. Ricordate che i  prodotti buoni non si opacizzano e non si ritirano. Un prodotto di qualità è coprente già alla prima applicazione e con due strati la sua resa dovrebbe essere perfetta. Se vedete che un prodotto, soprattutto un colour gel, copre solo alla terza passata significa che non è poi così buono.

Oltre ai prodotti un’onicotecnica perfetta si distingue anche grazie ai pennelli che sceglie di utilizzare.

Sicuramente la scelta del pennello è soggettiva ma abbiate comunque qualche accortezza:

  • Tendenzialmente è raccomandabile usare pennelli punta a lingua di gatto con gel di struttura trifasici e pennelli punta dritta con gel di struttura autolivellanti.
  • I pennelli “Kolinsky” con setole naturali hanno sicuramente una durata maggiore e utilizzandoli l’applicazione del prodotto risulterà più facile.

Ricorda di pulire i pennelli dopo ogni singolo utilizzo con Brush Cleaner. In questo modo dureranno molto di più, non si induriranno e non perderanno le setole.

Non lasciare mai i pennelli al sole o vicino alle lampade uv in funzione o altrimenti sarete costrette a comprarne di nuovi.

Adesso che sapete come seleziono i prodotti che andrò ad utilizzare nei miei trattamenti e quanto sia importante rispettare le norme igieniche sanitarie vi invito solo a scoprire i miei trucchi e consigli per l’applicazione del gel di struttura e delle nail-form, come velocizzare questi passaggi e alcune accortezze da seguire per differenziare il vostro metodo di lavoro. Tutto questo nel prossimo articolo 😉

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